Amanita virosa (Lamarck) Bertillon

Sinomimi :
Amanita virosa (Fr.)
Agaricus virosus Fr.
Agaricus virosus Fr.
Amanitina virosa (Fr.)

Cappello: 4÷10 cm., inizialmente conico ovoide, campanulato, fino a convesso, difficilmente si può trovare completamente disteso. La cuticola è bianca con tonalità, a maturazione, color isabella, crema ocra-rosate, al centro del cappello; umida, glabra, viscosa con tempo umido, ha invece un aspetto setoso e lucente con tempo secco; è separabile dalla carne. Non ha quasi mai residui di velo sul cappello, il margine è irregolarmente lobato e mai striato. Lamelle: bianche, sfumate di rosa negli esemplari molto maturi, fitte e sottili, filo appena fioccoso, libere al gambo ed inframezzate da lamellule di varia lunghezza. Gambo: si presenta molto slanciato, bulboso alla base, progressivamente attenuato verso l’alto. Bianco, caratteristicamente scaglioso fioccoso , fibroso, da pieno a farcito. Anello posizionato in alto, bianco, membranoso fioccoso, sottile, obliquo, presto fragile e fugace. Volva bianca, membranacea, persistente, avvolta al bulbo basale, inguainante ma libera al bordo. Carne: bianca immutabile, tenera e molle nel cappello, fibrosa nel gambo. L’Odore va da insignificante o debolmente terroso negli esemplari più giovani, a molto sgradevole, viroso, nauseante in esemplari maturi. Il Sapore inizialmente dolciastro, diventa poi debolmente acre e sgradevole. Habitat: cresce dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato, nei boschi montani di conifera, soprattutto in presenza di Picea abies, ma anche con betulle e faggi. In Italia è presente probabilmente solamente nelle Regioni alpine e subalpine, mentre è molto comune nel Nord Europa.

Note: E’ un fungo VELENOSO MORTALE, che provoca avvelenamenti con sindrome citotossica falloidea a lunga incubazione. Come si è detto non molto comune in Italia, dove è presente soprattutto o solamente nel nord del paese. E’ molto simile ad A. verna, dalla quale si distingue principalmente per il periodo e l’habitat di crescita ( A.verna è un fungo esclusivamente estivo delle quercete e dei castagneti caldi) ma anche per la sua caratteristica fioccosità che ha sul gambo e per il cappello che difficilmente è disteso anche in esemplari maturi. Anche la forma bianca di A. phalloides (A.phalloides f.ma alba) gli somiglia molto. Potrebbe anche essere confuso con Leucoagaricus leuchotites, che però pur avendo le lamelle bianche non ha mai la volva. Più difficile confonderla con gli Agaricus sp , che non hanno mai le lamelle bianche, ma colorate , da un grigio evidente al violetto, al marrone scuro E’ facilmente confondibile con una specie, di recente istituzione, Amanita porrinensis , Freire & Castro ex Castro, che ha le stesse caratteristiche di tossicità, che si differenzia da A. virosa per il diverso ambiente di crescita, crescendo nei querceti e nelle pinete marittime, nelle zone collinari più vicine al mare, per avere il cappello campanulato ma con l'orlo espanso, rialsato come le falde di taluni cappelli, e per avere spore più piccole e allungate. E' confondibile anche con A. phalloides forma alba. Insieme ad A. phalloides, A. verna e A. porrinensis, costituisce un quartetto di specie molto pericolose che causano ancora annualmente molti casi di avvelenamento, anche mortali. (Estratto da scheda Micoweb del Micologo : Giorgio Materozzi)

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